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Esposto delle associazioni di categoria al Garante del Contribuente delle Marche

Confindustria e Confartigianato insieme nel supportare le aziende associate



MARIA GIOVANNA GALLO



DATA DI PUBBLICAZIONE
Venerdi 2 Febbraio 2018, ore 12:00


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Ancona, 2 febbraio 2018 – Un esposto al Garante del Contribuente delle Marche è partito in questi giorni da Confindustria Marche Nord e Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino in merito all’illegittimità delle cartelle esattoriali TARI del Comune di Osimo arrivate alle aziende nel mese di novembre. Tali avvisi di accertamento hanno carattere sanzionatorio in quanto chiedono il risanamento di presunte posizioni irregolari dal 2012 al 2017, ovvero tasse non pagate o conteggiate male.

Al Garante le due associazioni di categoria chiedono di intervenire tempestivamente affinché vengano annullati tali atti amministrativi adducendo una serie di motivazioni, prima di tutto il metodo: le cartelle sono state inviate senza alcun preavviso né alle aziende interessate né alle associazioni di categoria. Improvvisamente e inaspettatamente sono stati effettuati sopralluoghi; non solo sono state modificate le superfici imponibili ma sono state assoggettate alla tassazione anche superfici che fino ad allora erano state considerate esenti dal TIA, Tares e Tari.
In secondo luogo, l’esposto pone l’accento sull’invalidità del contratto di subappalto stipulato tra Astea e Andreani Tributi srl (società incaricata da Astea per la riscossione dei tributi) sottolineando che il soggetto non era dunque legittimato a riscuotere. Infine, le associazioni contestano il potere del Comune di Osimo di tassare le aree che producono rifiuti speciali.

“Quello che puntiamo ad ottenere con questo esposto – hanno spiegato Graziano Sabbatini Presidente di Confartigianato Imprese Ancona - Pesaro e Urbino e Claudio Schiavoni, Presidente Confindustria Marche Nord – è un coinvolgimento del Garante su una questione che da troppo tempo assilla le nostre imprese: chiediamo che sia applicata solo su quelle aree che effettivamente producono rifiuti urbani, visto che i rifiuti speciali assimilabili e non, vengono smaltiti autonomamente dalle aziende, con costi aggiuntivi: siamo stanchi di dover continuare a pagare per un servizio che di fatto non viene utilizzato.
Capiamo che il Comune sia stato costretto ad agire a seguito di un sollecito da parte della Corte dei Conti, e possiamo anche apprezzare la disponibilità da parte del Comune e dell’Astea ad incontrare le aziende, ma rimane il fatto che il metodo utilizzato è stato vessatorio e non corretto. Ora restiamo in attesa che venga convocato al più presto un tavolo di confronto con le associazioni per modificare una volta per tutte il regolamento comunale sui rifiuti”.